TANTO GENTILE

Narrazioni

Lezione spettacolo alla ricerca di Dante (e Beatrice) attraverso le parole.

Siamo negli anni Ottanta del 1200, Durante, detto Dante, passeggia per le vie della sua città, Firenze. Ha diciotto anni e vuole fare il poeta. Incontra una sua coetanea, Beatrice, detta Bice. Anche lei è a passeggio, in compagnia di due amiche. Dante la saluta, e Beatrice risponde al saluto.
Un episodio apparentemente banale, ma che sarà l’inizio di una grande avventura sentimentale e artistica.
Perché quella notte Dante farà uno strano sogno, che ha come protagonista Beatrice, e al mattino sentirà il bisogno di raccontarlo ai suoi amici e, siccome è un poeta, lo racconterà con una poesia.
E gli amici, anche loro poeti, risponderanno, ciascuno a modo proprio, in forma di poesia.
Il responso è unanime: pare proprio che Dante sia innamorato di Beatrice e dovrà mettere a punto una serie di strategie per comunicare il suo amore alla bella; strategie che daranno però luogo a fraintendimenti e incomprensioni. Senza contare che entrambi i protagonisti, malgrado la giovane età, - così si usava all’epoca - sono già sposati: Dante con Emma e Beatrice con Simone.
La morte di Beatrice mette fine al gioco poetico e alle speranze di Dante, che decide però di dedicare a Beatrice tutta la sua produzione, anzi, fa in modo di incontrarla e di legarsi eternamente a lei nella sua opera più famosa, la Divina Commedia.
La storia del rapporto tra Dante e Beatrice e in realtà tutta la vita di Dante, è ammantata di mistero. Poco o niente si sa di lui e della sua biografia; non siamo nemmeno sicuri che Beatrice sia esistita davvero.
La narrazione va alla ricerca di Dante, soprattutto del giovane Dante - un diciottenne pieno di progetti, speranze e aspettative personali e politiche, innamorato di Beatrice -, a partire dal racconto della “Vita Nova”, del “Trattatello in laude di Dante” scritto da uno dei suoi primi ammiratori, Giovanni Boccaccio, e dai testi di tanti studiosi e biografi danteschi.
L’intento è quello di far sentire il “sommo poeta” un po’ più simile e un po’ più vicino ai ragazzi di oggi, con i quali può condividere desideri, inquietudini e passioni; anche se nel caso di Dante questi si traducono poi in altissima poesia.
Sullo sfondo, la Firenze dell’epoca, con le sue complesse lotte politiche e i suoi riti sociali, le tante ragazze incontrate nelle case, nelle strade, tra i banchi delle chiese, e una compagnia di amici, i “fedeli d’amore”.
Eccoli allora, Cino da Pistoia, Lapo Gianni, Giudo Cavalcanti e Dante Alighieri, giovani poeti impegnati, ciascuno a modo proprio nell’invenzione di una poesia e di una lingua nuova, incalzati dall’esigenza – quasi l’urgenza - di dare voce a un sentimento nuovo, inventato allora da poco e attuale ancora oggi. E per il quale ancora oggi facciamo fatica a trovare le parole: l’amore.
Il racconto sarà accompagnato da brevi letture tratte dalla “Vita Nova”, dal “Trattatello” di Boccaccio, da alcuni canti del “Purgatorio” e del “Paradiso”, e da un repertorio di immagini.

Fascia d'età: dai 13 anni

di e con Paola Rossi