SCARPE DI CUOIO

Teatro Ragazzi

Scarpe di cuoio è la storia di due bambini: Leo e Cloe.

Sulla scena c'è un uomo, il loro nonno. E' seduto su un ceppo che lo ancora alla terra e lo rende radice. Custode del passato e ponte verso il futuro. Lui è un pittore e i suoi colori sono il motore che fa procedere il racconto. I colori serviranno a Leo e a Cleo per rappresentarsi e per riconoscersi prima, per liberarsi e superare gli ostacoli che incontrano sul cammino poi.

Le prove che i due fratelli protagonisti della storia dovranno affrontare sono quelle proprie di una fiaba tradizionale, ma il contesto e il mondo in cui si muovono è il mondo di oggi, con le sue bruttezze e sue incongruenze.

Mano a mano che il racconto procede il palcoscenico si popola dei mondi che il nonno evoca attraverso il suo racconto. Sulla scena si compongono delle immagini che non sono mai la trasposizione diretta della storia raccontata, ma ne sono un eco, che lascia alla nostra mente la possibilità di immaginare e di vedere quel che il nonno racconta.

Il nonno non si alza mai dal suo ceppo ma, come nelle favole, sono sufficienti un soffio o un battito di mani, perché la situazione attorno a lui si trasformi e cambi radicalmente. E' nella fissità del nonno che il racconto prende forza. Le parole vengono vivificate e assumono la forza delle mani del maestro, che accompagnano e sostengono, senza mai precedere né prevaricare.

Scarpe di cuoio è una fiaba contemporanea per raccontare la formazione e la crescita di due bambini che, attraverso un viaggio iniziatico, affrontano il cammino per diventare grandi. Ad accompagnarli nelle loro scoperte e nelle loro conquiste c'è la figura del nonno. In lui è incarnata la figura del pater, di chi è guida e punto di riferimento. Il nonno è depositario di un sapere pratico e concreto che viene trasmesso per via diretta. Senza libri né teorie, ma attraverso il fare. Attraverso la presenza, la dedizione e l'affetto. Il nonno benedice silenziosamente il viaggio dei nipoti e gli fornisce gli strumenti per affrontare le difficoltà e per superarle, senza nascondere la testa sotto il cuscino, né rifugiarsi in identità fittizie per paura di non essere accettati.

Scarpe di cuoio racconta ai bambini quanto sia deprecabile il razzismo. Gli fa toccare con mano lo squallore dello sfruttamento minorile. Rappresenta le storture di un mondo pensato su misura degli adulti, dove i bambini vengono sempre più spesso parcheggiati da genitori devoti o vittime del dio lavoro. Scarpe di cuoio racconta la difficoltà di costruirsi una propria identità in un mondo come questo, ma racconta anche la forza e la determinazione con cui i bambini sono in grado di farlo, se gli vengono forniti gli strumenti necessari.

Lo spettacolo gira tutto attorno ad unico centro di gravità: la ricerca di sé. Il nonno è lì, nel mezzo del palco e della storia a ricordarci che abbiamo delle radici a cui aggrapparci, una casa a cui tornare, dei genitori che ci attendono e la capacità per superare gli ostacoli.

Il nonno incita Leo e Cloe a partire, li sostiene e li sospinge da lontano lungo tutto il viaggio, gli infonde il coraggio necessario per fare da soli e, quando tornano a casa, è testimone silenzioso delle loro conquiste e dei loro sorrisi, dell'abbraccio coi genitori e delle sfide future che attendono Leo e Cloe.


Fascia d'età: 5-10 anni

21Nov22Nov

testo e regia Valeria Raimondi e Enrico Castellani 
con Carlo Presotto
s
cene Babilonia Teatri
scenotecnica Luca Scotton
a
udio, luci e macchineria Pierangelo Bordignon e Luca Scotton
foto Eleonora Cavallo

Dettaglio date

Data luogo indirizzo orario durata
21 NovVICENZA > Teatro AstraContra' Barche, 55Orario: 09.30 Durata: 55min
22 NovVICENZA > Teatro AstraContra' Barche, 55Orario: 09.30 Durata: 55min