L'AVARO IN BLUES

Teatro Contemporaneo

Nel 2009 Ketti Grunchi, Carlo Presotto e Marco Artusi danno avvio alla formazione di una nuova Compagnia di Teatro Popolare d’Arte all'interno de La Piccionaia. “Sogno di una notte di mezza estate” e “Ciranò e il suo invadente naso” sono i primi due spettacoli di un progetto che ha come riferimento un teatro per tutto il pubblico, dei ragazzi e degli adulti, dei teatri e delle piazze, dei profani e dei critici. Un teatro in cui ospite d'onore è sempre lo spettatore, con i suoi sogni ed i suoi desideri. Un teatro - necessità di comunicare semplice e complicata umanità, candore attonito, poesia comica. Un teatro in viaggio, in cui lo spettacolo è tappa finale di un progetto che si sviluppa nello spazio e nel tempo con incontri e scoperte.

L’Avaro in blues” è il nuovo allestimento in cui il gruppo artistico è attualmente impegnato. Arpagone, vecchio e avaro, è odiato dai suoi due figli, Cleante ed Elisa.
Cleante odia il padre perchè vuole sposare Marianna, la giovane che lui segretamente ama. Elisa, invece, lo detesta perché vuole darla in sposa ad Anselmo, ricco ma anziano. Cleante fa rubare la cassetta dove Arpagone tiene tutte le sue ricchezze pensando di usarla come merce di scambio con il padre per avere Marianna.
Ma il Arpagone accusa di furto il suo intendente Valerio, che da tempo ha una storia d’amore con Elisa.
Tutto s’aggiusta con l’arrivo di Anselmo. Invece di chiedere la mano di Elisa, riconosce in Marianna e Valerio i suoi figli, creduti morti in un naufragio. Convolate a giuste nozze le due coppie di innamorati, Arpagone ritroverà il suo tanto bramato ed adorato tesoro.

Un testo della tradizione popolare diventa paradigma delle passioni umane: l’amore, la paura della perdita, l’odio, la gelosia. L’attaccamento al potere, il rapporto tra le generazioni, la brama di ricchezza. Che portate alla loro massima potenza diventano motivo di comicità e di ripensamento. Uno dei testi più antichi, che risale nella sua forma originaria al mondo latino, affronta temi che fanno parte dell’uomo stesso. E la sua forza risiede proprio nella capacità di parlare sempre al presente, perché specchio che riflette le interiorità e i giochi sociali che rimangono immutati nel tempo.

Ma “L’ Avaro in blues” è anche occasione di un accoppiamento inusuale e allo stesso tempo fedele ad una tradizione storica del Teatro Popolare: quello tra il teatro e la musica dal vivo. Ma in questo caso le passioni del teatro incontrano quella musica che è la passione stessa: il blues. Le due anime del gruppo, quella teatrale-popolare e quella musicale-del blues e del jazz si incontrano, fondendosi e amandosi. L’obiettivo rimane sempre quello di affondare la mente e il corpo in un Teatro Popolare capace di entrare nell’intimo di un pubblico molto vasto, andando a rimescolare simboli, archetipi, memorie, mantenendo allo stesso tempo la capacità della risata e la tensione drammatica.

Adatto anche per ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado

con: Marco Artusi, Evarossella Biolo, Matteo Cremon, Davide Dolores,
Gianluigi (Igi)Meggiorin, Beatrice Niero,/Francesca Botti
drammaturgia e regia: Ketti Grunchi
consulenza artistica: Marco Artusi