IL GIARDINO DEI GIUSTI

Il Giorno della Memoria

IL GIARDINO DEI GIUSTI

חסידיאומותהעולם 

 

« Chi salva una vita, salva il mondo intero »

Secondo il Talmud ogni generazione conosce 36 l amedvavnikim, ossia 36 uomini dalla cui condotta dipende il destino dell’umanità. Secondo la tradizione svolgerebbero lavori umili e verrebbero sostituiti dopo la morte: eserciterebbero il loro potere quando su Israele incombe una minaccia, per poi scomparire dopo averla eliminata. Dopo la Seconda guerra mondiale, il termine Giusti tra le nazioni (in ebraico: חסידי אומות העולם), è stato utilizzato per indicare i non-ebrei che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo dal genocidio nazista conosciuto come Shoah.

 

UN GIUSTO IN  BICICLETTA – GINO BARTALI

Bartali è stato riconosciuto per il suo impegno come corriere dei partigiani durante l'occupazione

tedesca: il ciclista nascondeva i documenti falsi per gli ebrei nella canna e nel sellino della sua bicicletta.

Il ciclista toscano rischiò la vita per salvare quella dei perseguitati dai campi di concentramento. Usando la sua bicicletta per nascondere documenti falsi, il campione salvò ottocento persone. Israele ha riconosciuto il suo impegno e ha in programma una cerimonia in Italia in suo onore anche in Italia

 

IL CACCIATORE DI GIUSTI – MOSHE BEJSKI - IL TRIBUNALE DEL BENE

l gesto eroico di Oskar Schindler, che salvò centinaia di ebrei dalla Shoa, venne riconosciuto e commemorato con un albero nel Giardino dei giusti solo alcuni anni fa. Ma la storia dell'imprenditore tedesco e della sua famosa lista non è altro che una delle molte vicende di piccoli eroismi quotidiani che durante l'ultima guerra hanno salvato la vita a migliaia di persone. Un uomo, di nome Moshe Bejski, uno dei tanti che fece parte della "lista di Schindler", giunto in Israele alla fine della guerra, ha dedicato la sua vita per ritrovare e commemorare i "giusti" di ogni parte del mondo, perché di essi non fosse persa la memoria e perché per sempre il popolo ebraico potesse essere loro grato.


Fascia d'età: 11-19 anni e serale

progetto a cura di Ketti Grunchi 
disegno ideato e realizzato da Gariwo
con la calligrafia di Marta Mapelli 

con
 Julio Escamilla, Aurora Candelli e Francesca Bellini

Permesso Siae