ERANO COME NAUFRAGHI

La Grande Guerra

RACCONTO TEATRALE 

"La strada, ora, si faceva ingombra di profughi. Sull’altipiano di Asiago non era rimasta anima viva. La popolazione dei sette comuni si riversava sulla pianura, alla rinfusa, trascinando sui carri a buoi e sui muli, vecchi, donne e bambini, e quel poco di masserizie che aveva potuto salvare dalle case affrettatamente abbandonate al nemico. I contadini allontanati dalla loro terra erano come naufraghi." (E.Lusso - Un anno sull'altipiano)


Nel gioco delle complesse e talora contraddittorie vicende che caratterizzano il corso della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano, il territorio vicentino costituisce senza dubbio: per caratteristiche geografiche, per valore strategico e soprattutto per le ripercussioni morali e psicologiche degli avvenimenti che in esso si sono svolti, un settore di primaria importanza, tale da condizionare a un certo momento lo svolgimento dell’intero conflitto.
Questo contesto fu l’unico dell’intera fronte a subire ininterrottamente per quarantun mesi le sorti di uno stato di belligeranza divenendo teatro di alcune tra le più sanguinose battaglie combattute durante il conflitto, culminate con la grandiosa “Offensiva di Primavera” meglio nota con il nome di Strafexpedition, scatenata dagli austroungarici nel maggio del 1916, a un anno dall’inizio della Prima Guerra Mondiale, lungo il vertice del saliente trentino costituito dalle Prealpi vicentine.

Si trattò probabilmente della più grande battaglia che si sia mai combattuta in montagna e del tentativo militarmente più importante, se si prescinde dalla disperata offensiva del 1918, compiuto dall’Impero Asburgico di stroncare definitivamente l’Esercito Italiano.
Gli abitanti di interi paesi furono costretti precipitosamente ad abbandonare le loro case,  sotto all’incalzare delle bombe, altri saranno evacuati dai militari con un preavviso di sole due ore.
In pochi giorni decine di migliaia di persone si riversano in pianura. Sono soprattutto donne, vecchi, bambini, bisognosi di tutto e senza un luogo dove andare.

La tragedia del profugato rappresentò un momento terribilmente drammatico,  con scene ed aspetti strazianti; i “convogli del dolore” diventavano una drammatica realtà per popolazioni che, per un anno intero, avevano vissuto e resistito accanto ai soldati italiani.
L’esodo di decine di migliaia di persone si tradusse in un’autentica diaspora: vi furono coloro che, più fortunati, poterono sistemarsi nei paesi della pianura veneta; altri, invece, furono dispersi lungo l’intera penisola non sempre trovando quella comprensione e quell’ospitalità che avrebbero potuto almeno in parte alleviare le loro sofferenze fisiche  e ancor più morali.

I profughi sono il segno tangibile di una momentanea sconfitta, rappresentata dalla perdita di un territorio; sospettati di essere spie, in quanto abitanti di confine; sentiti come un peso da popolazioni già duramente provate dalla guerra.
Così, nelle cronache di quel periodo, dopo la concitazione della partenza, i profughi scompaiono. La documentazione ufficiale tace. La storiografia successiva dimentica. Per lungo tempo i profughi sembrano rappresentare un episodio vergognoso o quanto meno indegno di memoria, della nostra storia. Qualcosa che è meglio tacere.
La loro storia riemerge, dopo decenni di silenzio, nelle ricerche condotte da storici e appassionati attraverso i diari dei sacerdoti, che tanto si adoperarono per mantenere unite le popolazioni e alleviare le loro sofferenze, e nei ricordi di persone anziane intervistate negli anni ottanta e novanta del secolo scorso. E così, accanto a quello dei sacerdoti, ci resta il punto di vista dei bambini, principali vittime, come sempre, di ogni conflitto.

In questo racconto che si rivolge soprattutto agli studenti delle scuole, Paola Rossi, attraverso immagini e letture tratte da documenti, interviste, memorie, cerca di ricostruire una vicenda dimenticata e ridare voce ai protagonisti.
Il testo si avvale della consulenza storica e iconografica del Museo del Risorgimento e la Resistenza di Vicenza

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con Paola Rossi 
co-prodotto con il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza


Spazi di rappresentazione: spazi teatrali e non (aule, auditorium, musei, ecc), siti site specific (rifugi, forti ecc)

Dettaglio date

Data luogo indirizzo orario durata
15 DicBARDOLINO (VR) > IC Falcone BorsellinoBorgo Garibaldi, 55Orario: 09.00 Durata: 50min
18 DicODERZO (TV) > ISIS Voltejo ObiciVia Stadio, 2/aOrario: 10.00 Durata: 50min
20 DicTREVISO > IC5 ColettiVia Santa Bona, 101Orario: 11.00 Durata: 50min
21 DicDOLO (VE) > ITCS LazzariVia Curzio Frasio, 27Orario: 11:00 Durata: 50min
06 FebVICENZA > Museo del Risorgimento e della ResistenzaViale X Giugno, 115Orario: 09.00 Durata: 50min
08 FebVICENZA > Museo del Risorgimento e della ResistenzaViale X Giugno, 115Orario: 09.00 Durata: 50min
20 FebVICENZA > Museo del Risorgimento e della ResistenzaViale X Giugno, 115Orario: 09.00 Durata: 50min