ANIME DISPERSE - L'ODISSEA DEL PROFUGATO

La Grande Guerra

In un racconto originale, costruito a partire da documenti, interviste e memorie si cerca di ricostruire una vicenda dimenticata della Grande Guerra, quella dei profughi della Valbrenta, e ridare voce ai suoi protagonisti.

Il 24 ottobre 1917 l’esercito austroungarico forza la difesa italiana sull’Isonzo: è “la disfatta di Caporetto”. Il nemico avanza, la nuova linea del fronte si stabilisce tra l’Altipiano d’Asiago, il monte Grappa e il fiume Piave e oltre mezzo milione di civili fuggono dalle province di Udine, Belluno, Treviso, Venezia e Vicenza. Anche gli abitanti della valle del Brenta sono costretti a lasciare in poche ore le proprie case e salire su treni con destinazione ignota. Inizia per loro un’odissea che li conduce in regioni anche molto lontane, diverse per clima, lingua, tradizioni: una vera e propria diaspora che smembra comunità e separa nuclei familiari. Anime disperse è il tentativo di ridare voce ad alcuni dei testimoni di questo esodo: Candida, Giovanni, don Vittorio, Palmira, Narcisa, Ida, Albino prendono la parola e raccontano l’esperienza del profugato da un punto di vista esclusivamente umano. Brevi monologhi, episodi e frammenti di una vicenda collettiva dai diversi esiti e dalle molte sfaccettature. Musiche e canzoni, in gran parte frutto di una ricerca nella tradizione orale, ci restituiscono il clima dell’epoca e i sentimenti vivi delle persone che dietro a quelle canzoni si nascondono: paura, disperazione, rabbia, ma anche amore, speranza e ironia. Il testo, ispirato liberamente ai libri Un viaggio lungo un secolo di Angelo Chemin e Daniela Caenaro e Il profugato di San Nazario e della Valbrenta dopo Caporetto di Eugenio Campana, prende vita con l’interpretazione di Paola Rossi e Carlo Presotto, accompagnati dalle note della BandaBrian.

drammaturgia Paola Rossi
con Paola Rossi e Carlo Presotto
musica dal vivo BANDABRIAN