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La Piccionaia ai tempi del coronavirus: perdite, lavoratori, futuro tra costrizione e opportunita'

Saranno sette le settimane di stop ai teatri veneti e alle compagnie che, all’alba del 3 aprile 2020, avranno coinvolto anche La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale: uno stop iniziato fin dalla prima ordinanza, firmata il 23 febbraio 2020 dalla Regione del Veneto e dal Ministero della Salute, per contenere la diffusione dell’epidemia di COVID-19

Cosa questo significhi per La Piccionaia, unico Centro di Produzione Teatrale per le nuove generazioni in Veneto riconosciuto dal MIBACT, è presto detto: 165mila euro di perdita complessiva, tra ricavi da biglietteria, cachet di compagnia e affitti delle sale mancati. Una perdita che coinvolge le cinque piazze in cui La Piccionaia opera come gestore e organizzatore (il Teatro Astra di Vicenza, il Teatro Villa dei Leoni di Mira, il Teatro Ferrari di Camposampiero, il Teatro di Mirano, il Ridotto del Teatro Politeama di Marostica) e la compagnia residente, impegnata nella messa in scena delle produzioni artistiche con tournée in tutta Italia.

Lo stop dovuto alla – ormai – pandemia da COVID-19 ha decretato l’annullamento di 53 repliche dal vivo nelle varie sedi de La Piccionaia e di 47 messe in scena di tournée per un totale di 31.000 spettatori persi. Anche prove e progetti di residenza artistica sono fermi. Ciò ha comportato una ricaduta molto forte sui lavoratori della cooperativa vicentina: 51 persone non sono in attività (personale artistico, di sala, tecnici, biglietterie, ad esempio), per un totale di 407 giornate lavorative perse e un costo complessivo del personale non in attività che supera i 46mila euro.

Ufficio stampa: Gloria Marini
La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale
+39 334 9187656 | gloria.marini@piccionaia.org

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