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E' online DI CHE COLORE E' IL TUO NOME, la instant performance di chiusura dei laboratori teatrali interculturali del progetto IMPACT

Formazione

È online “Di che colore è il tuo nome”, la “instant performance” di chiusura dei laboratori teatrali interculturali del progetto IMPACT

 In scena lo scorso 18 dicembre in diretta sulla pagina Facebook de La Piccionaia, la performance è una restituzione del percorso online condotto da Rosella Pizzolato e Valentina Dal Mas, a cui hanno partecipato 45 giovani provenienti da Italia, Eritrea, Guinea, Moldavia, Perù, Portogallo, Serbia, Tunisia e Venezuela.

L’iniziativa è parte del progetto IMPACT finanziato dal programma europeo Erasmus+ e realizzato da un consorzio di 8 partner, tra cui La Piccionaia.

È una “instant performance” che nasce in tempo reale, senza prove, in chiusura del ciclo di tre brevi laboratori teatrali interculturali curati da La Piccionaia che si sono tenuti online dal 25 novembre al 18 dicembre 2020 e a cui hanno partecipato complessivamente 45 giovani tra i 17 e i 29 anni provenienti da Italia, Eritrea, Guinea, Moldavia, Perù, Portogallo, Serbia, Tunisia e Venezuela. Ed è allo stesso tempo una sperimentazione a metà tra le limitazioni imposte dall’ambiente virtuale e l’esplorazione delle possibilità che tale ambiente offre. 

È “Di che colore è il tuo nome”, che restituisce alcuni dei momenti più significativi del percorso appena concluso, ed è andata in scena venerdì 18 dicembre 2020 alle 20.30 in diretta streaming sulla pagina Facebook della Piccionaia, raggiungendo 1162 persone.

L’iniziativa fa parte del progetto IMPACT (Inclusion Matters: using Performing Arts towards Cohesion and Tolerance) finanziato dal programma dell’Unione Europea Erasmus+ e realizzato da un consorzio costituito da otto partner, tra cui, oltre a La Piccionaia, il capofila danese e 6 agenzie dei Balcani Occidentali per la democrazia locale e i giovani. Obiettivo del progetto è promuovere l’inclusione sociale delle persone migranti attraverso l’utilizzo dei linguaggi performativi come strumento di espressione di sé e di conoscenza reciproca. Attraverso un workshop intensivo tenutosi a Vicenza nel luglio 2019, coordinato da La Piccionaia e condotto da Carlo Presotto, un gruppo di lavoro composto da 14 attori, performer, animatori di comunità ed educatori provenienti da Balcani, Danimarca e Italia hanno sviluppato una metodologia innovativa per la conduzione di laboratori teatrali interculturali per l’inclusione sociale. Tre le esigenze a cui la nuova metodologia ha riposto: far incontrare persone migranti e cittadini locali in un contesto di espressione di sé mediato dai linguaggi performativi; realizzare laboratori interculturali compiuti nell’arco di pochissimi incontri, per poter intervenire anche in contesti di transito che costituiscono una tappa talvolta molto breve all’interno del percorso di migrazione, come spesso accade nei paesi balcanici; essere in grado, già dopo due o tre incontri laboratoriali, di presentare una semplice restituzione performativa in grado di sensibilizzare una più ampia platea di cittadini locali.

“Di che colore è il tuo nome” nasce proprio da questa sfida: quella di portare a termine, nell’arco di pochi incontri, un percorso interculturale di senso e, contemporaneamente, di costruire una semplice performance da presentare al pubblico, capace di trasmettere a una più ampia comunità il significato del percorso fatto e di moltiplicare così l’impatto dell’azione.

La restituzione è arrivata al termine di tre laboratori, ognuno costituito da 2 incontri di 3 ore ciascuno, condotti da Rosella Pizzolato, insegnante di italiano per stranieri e già conduttrice di laboratori teatrali interculturali, e Valentina Dal Mas, danzatrice, coreografa e attrice. Il primo laboratorio, incentrato sulla parola, è partito da un oggetto portato da ciascun partecipante per raccontare qualcosa di sé, passando poi per le emozioni di base del teatro, fino alla costruzione di semplici momenti teatrali integrati da momenti di riflessione e scambio. Il secondo, incentrato sul tema del colore e sull’uso del corpo come veicolo di espressione di emozioni e pensieri, ha accompagnato i partecipanti nella creazione di gesti, parole e disegni, ciascuno portatore di un punto di vista differente anche grazie alle molteplici culture in gioco. Il terzo e ultimo laboratorio ha invece integrato gli strumenti della parola e del gesto nel gioco teatrale e nello scambio culturale.

Il percorso ha dato l’opportunità di testare la metodologia di IMPACT ed è stato anche l’occasione per sperimentare i diversi strumenti - relazione interpersonale e interculturale, apprendimento auto-diretto, narrativo ed esperienziale, autobiografia e narrazione – nell’ambiente virtuale.