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Ho un lupo nella pancia | EOLO RAGAZZI / Mario Bianchi

Teatro Ragazzi

"..Per esempio due spettacoli hanno avuto al centro della loro storia il rapporto tra padre e figlio, realizzati, il primo da una storica compagnia veneta, la Piccionaia, che si è affidata per la sua creazione ad uno dei gruppi più innovativi della scena italiana, i Babilonia Teatri, con in scena Carlo Presotto, qui dopo “Special Price” ad un nuovo incontro con Valeria Raimondi ed Enrico Castellani, il secondo dalla giovanissima compagnia Arione De Falco, coniugati in due modi assolutissimamente diversi tra loro.

Ho un lupo nella pancia, inserito anche in un progetto pluriennale sul cibo, ambienta la sua storia in una cucina contemporanea, per indagare come il bisogno di nutrirsi sia intimamente collegato con l'assoluta necessità di interagire con gli altri in modo positivo e confacente. In questo caso il cibo si inserisce nel rapporto tra un padre e un figlio, appunto.

E' la storia di Bianco, un bambino che non riesce ad esprimersi in modo comprensibile, che non parla con il padre e che ha scelto di nutrirsi solo di latte. Il padre vuole bene al suo ragazzo, lo guarda dormire, vorrebbe tanto essergli vicino, ma non riesce a comunicare con lui. Bianco ha un grosso peso dentro di sé, è come se un lupo gli divorasse la pancia, per questo si comporta in questo modo. Matteo Balbo, grande e grosso, si muove da una parte e dall'altra della scena, impersonando il ragazzo in modo credibilissimo, pur nella sua ingombrante fisicità. Solo quando il padre riuscirà a togliere quel lupo, il ragazzo potrà ritornare ad essere normale e così padre e figlio potranno comodamente mangiarsi la pastasciutta al sugo, la cui pentola fumante, fin dall'inizio, troneggiava in cucina.

Carlo Presotto, Matteo Balbo e Pierangelo Bordignon conducono in modo convincente il gioco cucinato da Valeria Raimondi e Enrico Castellani, il cui stile riconoscibilissimo si manifesta nella ripetizione cadenzata delle parole del padre, nella scena spoglia, contrassegnata da elementi spurii e pop e nelle canzoni vintage che danno sostanza evocativa ai vari cambiamenti emozionali dei personaggi.."

MARIO BIANCHI

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